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Cantavamo Dio è morto. Il '68 dei cattolici

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II Sessantotto è nato cattolico. Cattolici furono i primi leader del "movimento" e cattolica fu pure la prima università occupata. Non solo: i contestatori riuscirono a inviare un loro messaggero in Vaticano, dove venne ricevuto dal sottosegretario di Stato, mentre Paolo VI in persona diceva di voler incontrare gli studenti in rivolta... Poi le strade imboccate sono state più laiche, anzi secolarizzate, fino all'occupazione della cattedrale di Parma, alle polemiche sul Catechismo Olandese e alle critiche all'enciclica Humanae Vitae. E da queste strade ha preso vita il Sessantotto come lo conosciamo noi, oggi. Per capire la vera natura di questo fenomeno, occorre però ritornare alle origini, per scoprire quali fossero i veri ideali della prima ora - traditi in seguito per essere rimpianti oggi - e quali invece i falsi miti elaborati a posteriori. Quei miti che fecero del Sessantotto una rivoluzione formidabile, un moto spontaneo, nonviolento e democratico. Invece, nulla di tutto questo. Come ben dimostrano documenti e interviste ai protagonisti di allora.

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Cantavamo Dio è morto. Il '68 dei cattolici, Roberto Beretta

Language
Released
2008
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(Paperback)
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2.0
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Title
Cantavamo Dio è morto. Il '68 dei cattolici
Language
Italian
Publisher
Piemme
Released
2008
Format
Paperback
Pages
222
ISBN10
8838499292
ISBN13
9788838499296
Series
Rating
2 out of 5
Description
II Sessantotto è nato cattolico. Cattolici furono i primi leader del "movimento" e cattolica fu pure la prima università occupata. Non solo: i contestatori riuscirono a inviare un loro messaggero in Vaticano, dove venne ricevuto dal sottosegretario di Stato, mentre Paolo VI in persona diceva di voler incontrare gli studenti in rivolta... Poi le strade imboccate sono state più laiche, anzi secolarizzate, fino all'occupazione della cattedrale di Parma, alle polemiche sul Catechismo Olandese e alle critiche all'enciclica Humanae Vitae. E da queste strade ha preso vita il Sessantotto come lo conosciamo noi, oggi. Per capire la vera natura di questo fenomeno, occorre però ritornare alle origini, per scoprire quali fossero i veri ideali della prima ora - traditi in seguito per essere rimpianti oggi - e quali invece i falsi miti elaborati a posteriori. Quei miti che fecero del Sessantotto una rivoluzione formidabile, un moto spontaneo, nonviolento e democratico. Invece, nulla di tutto questo. Come ben dimostrano documenti e interviste ai protagonisti di allora.