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Gli Adelphi - 11: Alce Nero parla

vita di uno stregone dei sioux Oglala

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Vecchio stregone Sioux, Alce Nero racconta il periodo più tragico della storia del suo popolo e ci trasmette la sua estrema «visione di potere», compendio di una sapienza che sfugge ai persecutori bianchi. «Alce Nero è tra le più belle affermazioni dei valori spirituali... Riassumere Alce Nero? Per un certo verso ci vuol poco: il santo asceta a nove anni, dopo che strani malanni, impalpabili avvertimenti si sono infittiti su di lui giungendo dal mondo delle invisibili potenze e germinazioni, riceve una stupenda visione: le forze che presiedono alla natura, alla storia e al superamento e della natura e della storia gli si palesano sotto il velame di una coreografia che non potrebbe certo arridere ad una fantasia esclusivamente umana. Al paragone l’Apocalissi è più arida, emblematizzante. Un ritmo potente... scandisce le solenni parole rintuonanti fra giogaie di monti, le apparizioni di antenati primordiali, di sacri cavalli caracollanti, di altri misteriosi animali» (Elémire Zolla).

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Gli Adelphi - 11: Alce Nero parla, John G. Neihardt

Language
Released
1990
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(Paperback)
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3.8
Very Good
195 Ratings

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Title
Gli Adelphi - 11: Alce Nero parla
Subtitle
vita di uno stregone dei sioux Oglala
Language
Italian
Publisher
Adelphi
Released
1990
Format
Paperback
Pages
280
ISBN10
8845907562
ISBN13
9788845907562
Series
Rating
3.75 out of 5
Description
Vecchio stregone Sioux, Alce Nero racconta il periodo più tragico della storia del suo popolo e ci trasmette la sua estrema «visione di potere», compendio di una sapienza che sfugge ai persecutori bianchi. «Alce Nero è tra le più belle affermazioni dei valori spirituali... Riassumere Alce Nero? Per un certo verso ci vuol poco: il santo asceta a nove anni, dopo che strani malanni, impalpabili avvertimenti si sono infittiti su di lui giungendo dal mondo delle invisibili potenze e germinazioni, riceve una stupenda visione: le forze che presiedono alla natura, alla storia e al superamento e della natura e della storia gli si palesano sotto il velame di una coreografia che non potrebbe certo arridere ad una fantasia esclusivamente umana. Al paragone l’Apocalissi è più arida, emblematizzante. Un ritmo potente... scandisce le solenni parole rintuonanti fra giogaie di monti, le apparizioni di antenati primordiali, di sacri cavalli caracollanti, di altri misteriosi animali» (Elémire Zolla).