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Nuova narrativa Newton: Protocollo Cremlino

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  • 382 pages
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Giugno 1950, la commissione McCarthy interroga un'attrice di nome Maria Apron, accusata di essere entrata negli Stati Uniti con un passaporto falso e di aver assassinato un agente segreto americano in Unione Sovietica. Per difendersi, Maria non ha altro che i propri ricordi, e li userà, nei cinque giorni del suo interrogatorio, per cercare di salvarsi la vita. Marina Andreïva, questo è il suo vero nome, inizia la sua confessione con una rivelazione sconvolgente: sì, ha conosciuto Stalin, è stata persino la sua amante, e quella storia ha distrutto tutti i suoi sogni. Perché proprio per sfuggire al dittatore, nel 1932, la donna, che all'epoca era una giovane promessa del teatro moscovita, era stata costretta ad abbandonare per sempre la sua carriera e la sua città. Per ironia della sorte, Marina, giovane attrice antisemita, si era ritrovata a Birobidjan, la regione autonoma ebraica creata in Siberia da Stalin, e lì aveva scoperto la grande vitalità della cultura yiddish e trovato l'amore. Lui si chiamava Micheal Apron, ed era americano. Ma la fine della seconda guerra mondiale modifica gli equilibri: gli americani, che prima erano alleati, ora sono il nemico numero uno. Accusato di spionaggio, Michael viene rinchiuso in un Gulag e, per salvarlo, Marina decide di sfidare l'inferno.

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Nuova narrativa Newton: Protocollo Cremlino, Marek Halter

Language
Released
2013
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(Hardcover)
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3.9
Very Good
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Title
Nuova narrativa Newton: Protocollo Cremlino
Language
Italian
Released
2013
Format
Hardcover
Pages
382
ISBN10
8854147532
ISBN13
9788854147539
Series
Rating
3.9 out of 5
Description
Giugno 1950, la commissione McCarthy interroga un'attrice di nome Maria Apron, accusata di essere entrata negli Stati Uniti con un passaporto falso e di aver assassinato un agente segreto americano in Unione Sovietica. Per difendersi, Maria non ha altro che i propri ricordi, e li userà, nei cinque giorni del suo interrogatorio, per cercare di salvarsi la vita. Marina Andreïva, questo è il suo vero nome, inizia la sua confessione con una rivelazione sconvolgente: sì, ha conosciuto Stalin, è stata persino la sua amante, e quella storia ha distrutto tutti i suoi sogni. Perché proprio per sfuggire al dittatore, nel 1932, la donna, che all'epoca era una giovane promessa del teatro moscovita, era stata costretta ad abbandonare per sempre la sua carriera e la sua città. Per ironia della sorte, Marina, giovane attrice antisemita, si era ritrovata a Birobidjan, la regione autonoma ebraica creata in Siberia da Stalin, e lì aveva scoperto la grande vitalità della cultura yiddish e trovato l'amore. Lui si chiamava Micheal Apron, ed era americano. Ma la fine della seconda guerra mondiale modifica gli equilibri: gli americani, che prima erano alleati, ora sono il nemico numero uno. Accusato di spionaggio, Michael viene rinchiuso in un Gulag e, per salvarlo, Marina decide di sfidare l'inferno.