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Pubblicato nel 1902, l'opera offre una spietata analisi della condizione intellettuale e del profondo disagio che la caratterizza, spesso usato come alibi per nascondere pulsioni inconfessabili. Il protagonista, Michel, vive il conflitto tra la rigida educazione puritana ricevuta dai genitori e le gioie dei sensi scoperte durante un viaggio di nozze in Africa con una donna devota, ma non amata. La sua lotta per liberarsi dal conformismo e cercare un'autenticità individuale si trasforma in una violenta affermazione del proprio egoismo, culminando nella morte della giovane moglie. Di fronte a questa tragedia, Michel giunge a comprendere la verità delle sue azioni e delle sue colpe, ma può solo contemplare il male inflitto a se stesso e agli altri. A due anni dalla morte di Nietzsche, l'autore, con il suo stile chiaro e cartesiano, rifiuta ogni pretesa di fondazione irrazionalistica o sensualistica dell'agire umano. Non lo fa con il rigore astratto del moralista, ma con la consapevolezza di chi ha ceduto a tali lusinghe e, con grande sforzo, cerca di liberarsene, offrendo una testimonianza autentica dell'anima che diventa fonte di straordinaria letteratura.
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L'immoralista. La porta stretta. La sinfonia pastorale, André Gide
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- (Paperback)
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- Language
- Italian
- Authors
- André Gide
- Format
- Paperback
- Series
- Tags
- Fiction, Philosophical Topics, Classics, France, LGBTQ+, French Literature, Freedom, Homosexuality, Existentialism, Algeria, North Africa, Selfishness
- Rating
- 3.45 out of 5
- Description
- Pubblicato nel 1902, l'opera offre una spietata analisi della condizione intellettuale e del profondo disagio che la caratterizza, spesso usato come alibi per nascondere pulsioni inconfessabili. Il protagonista, Michel, vive il conflitto tra la rigida educazione puritana ricevuta dai genitori e le gioie dei sensi scoperte durante un viaggio di nozze in Africa con una donna devota, ma non amata. La sua lotta per liberarsi dal conformismo e cercare un'autenticità individuale si trasforma in una violenta affermazione del proprio egoismo, culminando nella morte della giovane moglie. Di fronte a questa tragedia, Michel giunge a comprendere la verità delle sue azioni e delle sue colpe, ma può solo contemplare il male inflitto a se stesso e agli altri. A due anni dalla morte di Nietzsche, l'autore, con il suo stile chiaro e cartesiano, rifiuta ogni pretesa di fondazione irrazionalistica o sensualistica dell'agire umano. Non lo fa con il rigore astratto del moralista, ma con la consapevolezza di chi ha ceduto a tali lusinghe e, con grande sforzo, cerca di liberarsene, offrendo una testimonianza autentica dell'anima che diventa fonte di straordinaria letteratura.



