Explore the latest books of this year!
Bookbot

Gli Adelphi: Alla ricerca del predatore alfa. Il mangiatore di uomini nelle giungle della storia e della mente

Book rating

Parameters

  • 602 pages
  • 22 hours of reading

More about the book

«Grandi e terribili belve carnivore hanno da sempre condiviso lo spazio con gli esseri umani. Erano parte del contesto ecologico nel quale si è evoluto Homo sapiens . Erano parte dell’ambiente psicologico nel quale è sorto il nostro senso di identità come specie. Erano parte dei sistemi spirituali da noi inventati per far fronte alle alterne vicende dell’esistenza. I denti e gli artigli, la ferocia e la fame dei grandi predatori erano truci realtà che si potevano eludere ma non dimenticare. Di tanto in tanto un mostruoso carnivoro emergeva come una fatalità da una selva o da un fiume, a uccidere e a cibarsi del cadavere. Era – come oggi gli incidenti d’auto – una sventura consueta, che ogni volta, nonostante la consuetudine, rinnovava il trauma e l’orrore. E comunicava un certo messaggio. Una delle prime forme dell’autoconsapevolezza umana fu la percezione di essere pura e semplice carne». David Quammen

Book purchase

Gli Adelphi: Alla ricerca del predatore alfa. Il mangiatore di uomini nelle giungle della storia e della mente, David Quammen, Marina Antonielli

Language
Released
2020
product-detail.submit-box.info.binding
(Paperback),
Book condition
Damaged
Price
€1.61

Payment methods

3.9
Very Good
26 Ratings

We’re missing your review here.

Language
Italian
Publisher
Adelphi
Released
2020
Format
Paperback
Pages
602
ISBN10
8845935035
ISBN13
9788845935039
Series
Original title
Monsters of god
Rating
3.9 out of 5
Description
«Grandi e terribili belve carnivore hanno da sempre condiviso lo spazio con gli esseri umani. Erano parte del contesto ecologico nel quale si è evoluto Homo sapiens . Erano parte dell’ambiente psicologico nel quale è sorto il nostro senso di identità come specie. Erano parte dei sistemi spirituali da noi inventati per far fronte alle alterne vicende dell’esistenza. I denti e gli artigli, la ferocia e la fame dei grandi predatori erano truci realtà che si potevano eludere ma non dimenticare. Di tanto in tanto un mostruoso carnivoro emergeva come una fatalità da una selva o da un fiume, a uccidere e a cibarsi del cadavere. Era – come oggi gli incidenti d’auto – una sventura consueta, che ogni volta, nonostante la consuetudine, rinnovava il trauma e l’orrore. E comunicava un certo messaggio. Una delle prime forme dell’autoconsapevolezza umana fu la percezione di essere pura e semplice carne». David Quammen