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Questo libro, pubblicato nel 1942, quando Camus non aveva ancora trent’anni, intende ripensare “la filosofia dell’assurdo” e si inserisce in una precisa tradizione che da Kafka a Gide, da Kierkegaard a Nietzsche offre una altissima testimonianza della crisi spirituale che caratterizza il Novecento. Il mito di Sisifo si configura come un’opera insieme di confessione e di riflessione filosofico-letteraria di un uomo che esce dalla giovinezza e prova a cimentarsi con la filosofia del suo tempo e, incrociando il ferro coi padri dell’esistenzialismo, mira a conquistarsi un pensiero originale. L’“assurdo” è una presa di coscienza preliminare a ogni regola di vita, ma segna solo un momento di passaggio. Il ragionamento rigoroso e un impegno concreto, uniti a una fondamentale esigenza chiarificatrice, sono tesi a dimostrare che anche la desolante dottrina dell’esistenzialismo, allora dominante, contiene qualche accenno di speranza.
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I grandi tascabili - 766: Il mito di Sisifo, Corrado Rosso, Attilio Borelli, Albert Camus
- Language
- Released
- 2001
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- (Paperback)
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- Title
- I grandi tascabili - 766: Il mito di Sisifo
- Language
- Italian
- Authors
- Corrado Rosso, Attilio Borelli, Albert Camus
- Publisher
- Bompiani
- Released
- 2001
- Format
- Paperback
- Pages
- 137
- ISBN10
- 8845246426
- ISBN13
- 9788845246425
- Series
- Tags
- Fiction, Historical Themes, True Stories, Philosophical Topics, Classics, France, 20th century, Opinion Journalism & Essays, Folklore & Mythology, French Literature, Creativity, Suicide, Freedom, Existentialism, Absurdity
- First published
- 1942
- Original title
- Le Mythe de Sisyphe
- Rating
- 4.25 out of 5
- Description
- Questo libro, pubblicato nel 1942, quando Camus non aveva ancora trent’anni, intende ripensare “la filosofia dell’assurdo” e si inserisce in una precisa tradizione che da Kafka a Gide, da Kierkegaard a Nietzsche offre una altissima testimonianza della crisi spirituale che caratterizza il Novecento. Il mito di Sisifo si configura come un’opera insieme di confessione e di riflessione filosofico-letteraria di un uomo che esce dalla giovinezza e prova a cimentarsi con la filosofia del suo tempo e, incrociando il ferro coi padri dell’esistenzialismo, mira a conquistarsi un pensiero originale. L’“assurdo” è una presa di coscienza preliminare a ogni regola di vita, ma segna solo un momento di passaggio. Il ragionamento rigoroso e un impegno concreto, uniti a una fondamentale esigenza chiarificatrice, sono tesi a dimostrare che anche la desolante dottrina dell’esistenzialismo, allora dominante, contiene qualche accenno di speranza.
