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Anna Maria Mori

    Já, Claudia, ty, Claudie. Životopis Claudie Cardinalové
    Bora
    Lasciami stare
    La terza donna
    • Bora

      Istria, il vento dell'esilio

      • 255 pages
      • 9 hours of reading

      Cos’è stato l’esodo istriano del secondo dopoguerra? Come ha influenzato un territorio e le vite degli esuli e di chi scelse di restare? Il trauma di quegli eventi è riaffiorato nel tempo, richiedendo una dolorosa rielaborazione. Anna Maria Mori, che lasciò Pola per l’Italia, ha avvertito il bisogno di esplorare queste esperienze attraverso una corrispondenza con Nelida Milani, che decise di rimanere, sacrificando lingua, affetti e abitudini in un mondo in trasformazione. Il dialogo tra le due donne restituisce, a distanza di settant’anni, la fragilità e il dolore di un popolo diviso, rivelando le esperienze di chi è rimasto e di chi è partito. Aneddoti e cronaca si intrecciano con riflessioni e memoria, creando un viaggio nei ricordi e nei luoghi dell'Istria. Mentre i fantasmi dell’esilio e dell’intolleranza tornano a farsi sentire in Europa, è fondamentale confrontarsi con questa storia e le sue domande, come sottolinea Guido Crainz nella prefazione. La narrazione offre una lezione di storia e umanità, sfidando stereotipi e pregiudizi legati all’identità degli esuli e al loro legame con la terra natale.

      Bora2018
      3.8
    • Lasciami stare

      • 221 pages
      • 8 hours of reading

      Dopo una lunga militanza giornalistica su femminili, radio, televisione, quotidiani, tra cui soprattutto "la Repubblica", Anna Maria Mori si dedica quasi esclusivamente all'attività di scrittrice. In questo libro raccoglie cinquantotto storie di donne, ogni storia con un nome (quasi una citazione delll'Antologia di Spoon River) che, tutte insieme, compongono un mosaico del femminile dai primi del Novecento ai giorni nostri.

      Lasciami stare2003
      3.8
    • La terza donna

      • 291 pages
      • 11 hours of reading

      C'era una volta la prima donna: svalutata, sfruttata, demonizzata. Poi è venuta la seconda: l'icona, l'ideale di virtù, la Beatrice. Ventunesimo secolo: è l'era della terza donna. Racchiude in sé le due precedenti, ma le supera in una nuova accezione: quella di donna indefinita. Un termine da non intendere in senso negativo, ma come il fondamento dell'autodeterminazione. L'autrice si muove sul terreno minato della condizione femminile, scatenando esplosioni e sovvertimenti. Controcorrente, il suo è un percorso volto a sottolineare la parità dei sessi, ma anche la loro diversità intrinseca.

      La terza donna2000
      4.5