Giuseppe Severgnini is an Italian journalist and writer whose work offers keen observations on human nature and society. His writing is characterized by sharp wit and an insightful perspective on cultural differences. Through his literary endeavors, he provides a unique viewpoint on life, offering readers a refreshing and often humorous take on the world. His stylistic adeptness and ability to portray complex situations with a light touch make him a distinctive author.
Gli inglesi vanno esplorati con attenzione, perchè ancora costituiscono un continente misterioso. Questo libro lo fa, con verve e ironia. Racconta come gli inglesi si vestono, cosa mangiano, quanto bevono, spiega perchè sono ossessionati da un certo tipo di tappezzeria. Sebbene questa non sia una guida turistica. qualsiasi turista può trovare qui suggerimenti, spiegazioni e indicazioni. Inglesi, infatti, esplora con irriverenza il campionario delle bizzarrie britanniche: dal mistero dei lavabi con due rubinetti separati, al segreto di milioni di ragazze che affrontano gli inverni a gambe nude, e non sanno spiegare perchè.
"When Beppe Severgnini and his wife rented a creaky house in Georgetown, they were determined to see if they could adapt to a full four seasons in a country obsessed with ice cubes, air-conditioning, recliner chairs, and, of all things, after-dinner cappuccinos. From their first encounter with cryptic rental listings to their back-to-Europe yard sale twelve months later, Beppe explores this foreign land with the self-described patience of a mildly inappropriate beachcomber, holding up a mirror to America's signature manners and mores. Succumbing to his surroundings day by day, he and his wife find themselves developing a taste for Klondike bars and Samuel Adams beer, and even that most peculiar of American institutions - the pancake house." "The realtor who waves a perfect bye-bye, the overzealous mattress salesman who bounces from bed to bed and the plumber named Marx who deals in illegally powerful showerheads are just a few of the better-than-fiction characters the Severgninis meet while foraging for clues to the real America. A trip to the computer store proves just as revealing as D.C.'s Fourth of July celebration, as do boisterous waiters angling for tips and no-parking signs crammed with a dozen lines of fine print." --Book Jacket
One-of-a-kind timeless lessons for handling challenges and living with joy, the Italian way—“with unparalleled insight and brilliant wit, Severgnini’s book not only transports us to Italy but deep into the Italian mind and spirit" (Stanley Tucci, host of Searching for Italy ).Is there an Italian way to deal with life? Can we all learn something from the Italians?Italy often arouses in Americans a unique mix of attraction and bafflement, moderate disapproval and incredible allure. From the Italians' love of poetry to an innate desire to socialize to the regional differences between the north and the south, Beppe Severgnini, who has dedicated his career to the meticulous observation of his compatriots, embarks on an enthralling quest to identify a core Italian identity and explore how that identity has evolved since the global pandemic.Told with the warmth and humor of a longtime friend, Severgnini touches upon patience, endurance, and wisdom, and offers a one-of-a-kind set of timeless lessons for overcoming trials, the Italian way.
An tour of modern Italy that takes you behind the face it puts on for visitors and uncovers the far more complex, paradoxical true self. Alongside the historic cities and glorious countryside, there'll be stops at the places where the Italians reveal themselves in all their authentic glory: the airport, the motorway and the living room
Willkommen im großen italienischen Staatstheater, wo Unterhaltung garantiert ist. Der Protagonist verehrt seine Mamma, liebt Fußball, vergöttert seine fünf Kinder aus zwei Ehen und hält es auf feucht-fröhlichen Feiern länger aus als auf der Kirchenbank. Viele Italiener sehen in ihm einen von ihnen, besonders durch seine Aussetzer, wie als er 2010 „Gogol“ statt „Google“ sagt oder fragt, wofür das Internet gut sei. Solche Fauxpas dokumentieren sein Leben, während diplomatische Begegnungen mit Persönlichkeiten wie Queen Elizabeth, Barack Obama oder Angela Merkel für Unterhaltung sorgen. Langeweile kommt in diesem Staatstheater nicht auf. Über Silvio Berlusconi scheint bereits alles Wichtige gesagt zu sein, insbesondere in Deutschland, wo seine Fürsprecher rar sind. Doch bleibt die zentrale Frage: Warum wählten die Italiener Berlusconi dreimal - 1994, 2001 und 2008 - zum Ministerpräsidenten? Beppe Severgnini beleuchtet satirisch-ernst die Aspekte dieses unheimlichen Erfolgs. Neben der italienischen Tradition der Ein-Mann-Herrschaft und dem schwachen Zustand der Opposition sind der Chamäleon-Faktor (Berlusconi passt sich an), der Haremsfaktor (mit 73 Jahren nicht selbstverständlich) und der menschliche Faktor, einschließlich seiner Entgleisungen, entscheidend.
È vero che gli americani impazziscono per il ghiaccio, pretendono le mance facoltative, praticano la religione dello sconto e il culto delle poltrone reclinabili? Beppe Severgnini ci porta in viaggio negli Usa tra domande (perché non abbassano l’aria condizionata?) e risposte (perché gli piace così), descrivendo le molte sorprese della vita quotidiana, perché l’America vera si scopre solo attraverso i dettagli: le scaramucce con un idraulico di nome Marx; la terribile potenza dei telefoni e dei bambini, veri padroni del paese; le fallimentari escursioni nello shopping elettronico e le battaglie per (non) ottenere una carta di credito. Ironico, intelligente e divertente, Un italiano in America “è frutto di una lunga inesperienza”, perché, ammettiamolo, crediamo di sapere tutto ma in realtà siamo impreparati. Allora pronti a cominciare?
Gli italiani amano confrontarsi con altri popoli, anche quando i risultati non sono favorevoli. Questi confronti trasformano paragoni complessi in contrapposizioni provocatorie, un aspetto che suscita entusiasmo. Utilizzare il confronto con altre nazioni è uno strumento efficace anche in ambito giornalistico, e l'autore confessa di averlo impiegato spesso nei suoi articoli e libri. Descrivere inglesi e americani permette di riflettere anche sugli italiani, e i viaggi obbligano a confrontarsi con culture diverse.
Questo lavoro non è considerato un quinto libro, ma piuttosto un "bigino" dei precedenti, una sintesi delle esperienze accumulate nel corso degli anni. Gran Bretagna e Stati Uniti, dove ha vissuto, sono predominanti, ma anche altre nazioni come Cina, Russia, Germania e Svezia sono utilizzate come riferimenti. L'autore spera che questo gioco di confronti possa risultare divertente e invita i lettori a applicare lo schema proposto anche nelle loro vite quotidiane, suggerendo che dal confronto può nascere sempre qualcosa, anche in ambiti personali.
Infine, esprime la speranza che il suo "schematismo umoristico" possa essere utile, specialmente per orientarsi nelle relazioni sociali all'estero. Se i lettori ne trarranno beneficio, sarà contento di prendersi il merito; altrimenti, ricorda che non bisogna fidarsi ciecamente di un giornalista.
Un viaggio ironico, sentimentale e istruttivo: dalla scuola di Montanelli al «Corriere della Sera», dal primo articolo per «La Provincia» di Cremona al «New York Times», dai libri alla radio, da Twitter al teatro (entrambi utili, il secondo più moderno). In Italia e in Europa, in America e in Australia, in televisione e sui treni del mondo. In ogni esperienza si nasconde una lezione. Beppe Severgnini prova a capire qual è, e condivide con noi le sue scoperte. Una narrazione intima e sorprendente, una scrittura nuova e appassionata. Italiani si rimane non spiega solo le trasformazioni nei media a cavallo tra due secoli: parla del tempo che passa, del legame con la terra e la famiglia, del piacere di insegnare e veder crescere nuovi talenti. Questo libro arriva vent’anni dopo Italiani si diventa , dove l’autore ripercorreva l’infanzia, l’adolescenza e la prima gioventù. La sua collaudata ironia ora diventa autoironia, l’autobiografia diventa biografia di una generazione. Serenità, intuizione, occhio prensile: a Beppe Severgnini i dettagli non sfuggono. Le pagine luccicano di leggerezza intelligente. Italiani si rimane è un viaggio dentro il cambiamento: personale, professionale, nazionale. Un racconto utile ai più giovani per progettare e ai meno giovani per ricordare. Un libro che prova una cosa: qualunque lavoro si faccia, e qualsiasi cosa succeda, italiani si rimane.
Tra i miei libri, L’inglese è quello che ha mostrato più intraprendenza” scrive Beppe Severgnini. “I lettori ne hanno fatto ciò che hanno voluto: un pamphlet sulla lingua del mondo, un gioco, una provocazione, un testo scolastico, un divertimento per quelli che l’inglese lo sapevano, una speranza per quanti volevano impararlo.” Questa vitalità ha convinto l’autore che occorreva un aggiornamento. L’inglese infatti cambia in fretta, e la gioiosa manomissione degli italiani tiene il passo. Pensate al linguaggio di Internet, o alle semplificazioni dell’inglese d’America. Ecco, quindi, queste nuove Lezioni semiserie. Troverete esercizi, cacce all’errore, indovinelli, giochi con i phrasal verbs, analisi di opuscoli surreali, valutazione di follie idiomatiche al limite del virtuosismo. Buono studio. Anzi: buon divertimento.
Perché la maggioranza degli italiani ha appoggiato e/o sopportato Silvio Berlusconi per tanti anni? Non ne vede gli appetiti, i limiti e i metodi? Risposta: li vede eccome. (Anche) per questo, spiegare il personaggio ai connazionali è una perdita di tempo. Ciascuno di noi ha un’idea, raffinata in anni di indulgenza o idiosincrasia,e non la cambierà. Ogni italiano si ritiene depositario dell’interpretazione autentica e discuterla è inutile. Utile è invece provare a spiegare Berlusconi ai posteri: un giorno si chiederanno cosa è successo in Italia. Nella pancia della nazione si muovono tanti elementi: umanità e opportunismo, cautela e astuzia, distrazione e confusione, fantasia e ottimismo. Chi sa interpretarli e utilizzarli può andare lontano. Anzi: c’è già andato. Questo libro è un viaggio. La guida è acuta e incisiva, generosa di notizie, dettagli e informazioni, pronta a far discutere destra e sinistra. Un Severgnini in gran forma, che non rinuncia alla consueta ironia su se stesso e gli altri, ma deciso a farci riflettere sulle nostre scelte e sul cammino che tracciamo per i nostri figli.
Il libro è il diario di un anno trascorso a Georgetown, il vecchio quartiere di Washington. Beppe Severgnini guida il lettore attraverso i primi dubbi (perché non abbassano l'aria condizionata?) e le prime risposte (perché gli piace così?), descrivendo le molte sorprese della vita quotidiana: le scaramucce...
Cosa vuol dire aver fatto il bambino nell'Italia del boom economico e il ragazzo negli anni Settanta? Beppe Severgnini, dopo averci accompagnato in giro per il mondo, ci racconta quel piccolo grande viaggio che furono la sua infanzia e la sua giovinezza vissute nell'Italia del boom e della contestazione. Nostalgia, ricordi, voci, canzoni, film, la scoperta dell'amore. Una storia personale e generale al tempo stesso che dimostra che italiani non si nasce: si diventa.
Il "Manuale dell'imperfetto viaggiatore" è uno sguardo sistematico e divertito ai viaggiatori italiani di questi anni. Si parla di tutto: aeroporti e aeroplani, campeggi e crociere, vigilie e ritorni, odori e rumori, alberghi e pietanze, abiti e scarpe, che noi italiani amiamo mettere in valigia in abbondanza. Lo scrittore raccomanda a tutti coloro che si riconosceranno tra le pagine del libro di essere indulgenti verso se stessi e l'autore. "Se ho saputo descrivere la commedia umana che circonda i nostri viaggi - scrive infatti Beppe Severgnini - il motivo è uno solo: tra gli attori ci sono anch'io, e di solito mi diverto come un matto".
Il viaggio più affascinante è un viaggio antico, graduale, privato e sociale insieme: il viaggio in treno. I treni sono teatri, caffè, bazar. L’unico talk-show che non conosce crisi è quello che si replica quotidianamente sulle rotaie. La confidenza genera libertà: ci ha messo insieme il caso, ci dividerà una stazione. I treni aiutano a pensare. Tutti i grandi viaggi – dai pellegrinaggi cattolici al Grand Tour, dalla prima partenza con gli amici al viaggio di nozze – sono, in fondo, una scoperta di se stessi: il panorama che c’interessa sta dentro di noi. Il treno esenta da responsabilità, consente di restare passivi senza sentirsi pigri. Possiamo lavorare e riposare. Possiamo parlare, quando siamo stanchi di leggere. E sognare, quando siamo stanchi di parlare. L’autore ha un nome per tutto questo: la terapia dei binari. Dopo il bestseller La vita è un viaggio Beppe Severgnini ci conduce attraverso gli USA dall’Atlantico al Pacifico (due volte, passando da nord e passando da sud); segue le rotaie da Mosca a Lisbona; taglia l’Europa in verticale (da Berlino a Palermo) e l’Australia in orizzontale (da Sydney a Perth). Tra tutti – confessa – il viaggio più emozionante e istruttivo è quello che apre il volume. Gli USA attraversati col figlio ventenne, Antonio. Da Washington DC a Washington State, 8.000 km in treno, in bus, in automobile. “Un figlio, un papà e l’America: e nessun altro che disturba.”
"Noi italiani non facciamo niente in maniera normale" scrive Beppe Severgnini. "Facciamo tutto da italiani, e questo non è necessariamente un difetto". Anche quando partiamo, ci portiamo dietro le nostre qualità e le nostre squisite leggerezze. Se in Italia ci diamo un contegno, varcata la frontiera viene fuori di tutto: l'incoscienza e la generosità, l'intuito e il pressapochismo, la rustica astuzia che porta al furto sistematico dei bottiglini di shampoo dalle stanze d'albergo.
Beppe Severgnini punta il suo occhio prensile sugli italiani domestici: casa e famiglia, con le conseguenze del caso. Ne esce un quadro esilarante, ma realistico. L’Uomo Domestico è – purtroppo o per fortuna – l’Italiano Normale. Quello che cerca di fare dieci cose insieme, ma non ha abbastanza mani. Quello che s’inventa gourmet. Quello che compra la mountain bike, e scopre che ci sono le salite. Con ironia e buon senso Severgnini dipinge uno strepitoso ritratto nazionale. Un ritratto che coinvolge mogli e figli, fidanzati e mamme, amiche e colleghi. Un ritratto che parte dall’abitazione per spostarsi all’ufficio, all’automobile, ai computer e ai cellulari, sui quali sfoghiamo la nostra vocazione per l’eccesso.
"Ho scritto 'L'italiano. Lezioni semiserie' per denunciare le violenze contro la nostra lingua, ma non chiedo condanne. Lo scopo è la riabilitazione. Scrivere bene si può. L'importante è capire chi scrive male, e regolarsi di conseguenza. Questo è un libro ottimista, e ha un obiettivo dichiarato: aiutare a scrivere in maniera efficace (un'e-mail, una relazione, una tesi o un breve saggio, la tecnica non cambia)". Dal "decalogo diabolico" - dieci regole per scrivere schifezze - alla psicopatologia della lingua quotidiana, dai consigli sull'uso della punteggiatura ai 16 suggerimenti ispirati a Flaiano e Montanelli, quel che occorre per imparare a scrivere in italiano. Divertendosi.
Un nuovo viaggio nel favoloso labirinto neroazzurro
156 pages
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Interismi nacque all'indomani del terribile 5 maggio 2002, data in cui l'Inter cedette all'Olimpico, sconfitta dalla Lazio, uno scudetto già vinto alla sua rivale di sempre: la Juventus. Un libro in cui rabbia, dolore, amore, tristezza, rimpianti e, nonostante tutto, ottimismo si mescolano a quel sense of humour che ha reso celebre Severgnini. Un libro i cui protagonisti sono i giocatori dell'Inter, i loro dirigenti, i loro avversari, ma soprattutto i suoi tifosi: tifosi per i quali basta sostituire una lettera - la "enne" - per passare dall'interismo all'isterismo. In questo volume il giornalista compie un nuovo viaggio nel labirinto neroazzurro, perché, come egli stesso sostiene, la stagione appena passata va ricordata, almeno per non ripeterne gli errori.
In questo libro Beppe Severgnini racconta lo sport: lo sport socialmente utile come la pallavolo, che si può giocare ovunque e ovunque consente a gruppi di ragazzi e ragazze di giocare corteggiandosi (o corteggiarsi giocando); lo sport - per esempio il calcio - come simbolo di qualunque organizzazione sociale (e in ogni organizzazione, da un'azienda al governo, c'è bisogno di un libero che gridi "Attenti al contropiede!"); lo sport freddo, come lo sci, dall'era della Scomodità Assoluta a quelle del Comfort Esagerato; lo sport generazionale, con la fenomenologia del QS (il Quarantenne Sportivo che tradisce la moglie solo con una mountain bike); lo sport familiare della Mamma Sportiva e del Papà Allenatore.
Beppe Severgnini credeva esistesse un modo nuovo di viaggiare, di fare giornalismo, di coinvolgere i lettori. E s'è inventato "Italians". Il forum viene seguito in cinque continenti, da dieci anni. Gli italians scrivono, raccontano, commentano, spiegano il mondo che vedono. Beppe in questi anni è passato a trovarli, li ha conosciuti, s'è fatto una pizza con loro. E racconta com'è andata. Ne è nato un affresco degli italiani che vivono all'estero, delle loro idee e delle loro abitudini, del loro lavoro e delle loro scoperte; e, insieme, un ritratto agrodolce dell'Italia vista da lontano. Un libro di viaggi fresco, ironico, moderno, scandito da ottanta "pizze italians" nei luoghi più disparati del pianeta. A Kabul e a Beirut, dove si sono scontrate con alcune difficoltà locali; a Los Angeles e a San Francisco, dove hanno coinciso con un'elezione presidenziale; ad Atene e a Pechino, quando si sono messe sulla scia di un'Olimpiade. In tutta Europa - da Londra a Lisbona, da Monaco a Mosca - dove gli italiani studiano, insegnano, lavorano, abitano, s'innamorano. Se è vero che internet sta cambiando il modo di comunicare e fare informazione, "Italians" è ormai più di un forum. È diventato una parola indica la nostra emigrazione più recente ed esuberante. Gli italians scrivono, raccontano, spiegano, domandano, discutono, protestano (parecchio). Ma, soprattutto, confrontano.
Se avessimo vinto lo scudetto, Beppe Severgnini non avrebbe scritto un libro per festeggiare, ma avrebbe celebrato privatamente con amici e familiari. Invece, dopo la sconfitta, si consola con una riflessione profonda sull'Inter, una squadra affascinante con tifosi speciali, anche riconosciuti dagli avversari. L'Inter diventa un allenamento alla vita, un esercizio di gestione dell'ansia e di dolce malinconia. La narrazione ricorda che, dopo un bel primo tempo, può seguire un brutto secondo, ma ci sarà sempre un secondo tempo e nuove opportunità. L'autore mescola entusiasmi recenti e memorie, opinioni e citazioni classiche, sollevando interrogativi su rivalità storiche. Le 'interviste impossibili' a figure iconiche come Peppino Prisco arricchiscono il testo, mentre Severgnini descrive i tifosi come filosofi, trovando significato nell'imprevedibilità della squadra. Non è vero che amano perdere; preferiscono vincere, ma sanno anche accettare la sconfitta con un certo senso estetico. Un harakiri ben fatto, in fondo, è meglio di uno fatto male.
Eine humorvolle Begegnung mit italienischer Mentalität und Lebenskunst
Was bewegt die Italiener? Beppe Severgnini, 2004 zum »europäischen Journalisten des Jahres« gewählt, lüftet das bestgehütete Geheimnis der Welt. In einer zehntägigen Reise entführt er uns dorthin, wo das Herz Italiens schlägt: an Strände, auf die großen Piazzas, in Restaurants, in den Straßenverkehr, in jene Verhörräume, die beschönigend auch Hotelrezeption genannt werden, und zur Sammelstelle aller anarchistischen Tendenzen – das Büro. Geliebt haben wir Italien schon immer, jetzt endlich können wir es auch verstehen!
L’Italia deve pensare in avanti. Non è un lusso, è una necessità. Con questo libro Beppe Severgnini ci spinge a “riprogrammare noi stessi e il nostro paese (brutto verbo, bel proposito)”. E offre agli italiani di domani – questione di atteggiamento, non solo di anagrafe – otto suggerimenti: semplici, onesti, concreti. Sono le otto T del tempo che viene, otto chiavi per aprire le porte del futuro. 1. Talento – siate brutali 2. Tenacia – siate pazienti 3. Tempismo – siate pronti 4. Tolleranza – siate elastici 5. Totem – siate leali 6. Tenerezza – siate morbidi 7. Terra – siate aperti 8. Testa – siate ottimisti Dietro le otto porte, non c’è necessariamente il successo. Ma di sicuro c’è una vita – e un’Italia – migliore.