Con I Viceré De Roberto raggiunge la pienezza e la forza espressiva del capolavoro. In questo romanzo storico, paragonabile per impianto e grandezza a I Buddenbrook di Thomas Mann, l’autore crea un equilibrio perfetto fra la rappresentazione del «decadimento fisico e morale d’una stirpe esausta» e le vicende dell’unificazione italiana. Il libro racconta la saga di una grande famiglia aristocratica siciliana di ascendenza spagnola, gli Uzeda. A partire dalla fatidica morte della capostipite, le vicende familiari si dipanano sullo sfondo di una Sicilia feudale e borbonica; e d’altra parte, la storia della Sicilia e dell’Italia entra, a poco a poco ma inarrestabile, nel recinto familiare. I Viceré si conferma come il massimo romanzo di De Roberto e uno dei vertici dell’intera narrativa italiana.
Luigi Lunari Book order (chronological)




La locandiera
- 176 pages
- 7 hours of reading
Messa per la prima volta in scena sul palcoscenico del Teatro Sant'Angelo a Venezia nel 1753, La locandiera piacque subito molto, anche se forse non riuscì ad affascinare del tutto il pubblico del tempo. Originale, spiazzante, giocata su una storia d'amore che non si sviluppa secondo gli schemi consueti, ma anzi li rovescia in un gioco di imprevisti, La locandiera era probabilmente troppo "moderna", troppo audace per la sua epoca. Più che una vicenda sentimentale, il commediografo veneziano aveva infatti scritto una storia sull'egoismo e sulla forza di carattere, magnificamente rappresentati nella seducente e sicura Mirandolina, civetta e donna d'affari, indimenticabile e luminoso esempio di un eterno femminino davanti al quale devono crollare tutte le difese degli uomini, anche (e soprattutto) di quelli che fanno sfoggio di un'esasperata misoginia.
The Cherry Orchard
- 102 pages
- 4 hours of reading
The funny thing is the harder I work the more clearly I understand things. When I'm worn out after a day's work then it's like my brain relaxes. And sometimes then I get it. The meaning of my life. My purpose on this earth. How many people ever get to say that? And you know what? It doesn't matter. Doesn't change anything. It is not important. In Chekhov's tragi-comedy - arguably his most popular play - the Gayev family is torn by powerful forces deeply rooted in history and the society in which they live. Their estate is hopelessly in debt. Urged to cut down their beautiful cherry orchard and sell the land for holiday cottages, the family struggles to act decisively. Vigorous and profound, this new version of Chekhov's classic play by Olivier award-winner Simon Stephens, from a literal translation by Helen Rappaport, is an anguished and heartbreaking love letter to a society in violent transition. It received its world premiere at the Young Vic, London, on 10 October 2014.
L'importanza di chiamarsi Ernesto - A cura di Luigi Lunari - Testo inglese a fronte
- 208 pages
- 8 hours of reading