This author delves into profound questions of human existence through the lens of cultural anthropology and the philosophy of history. Their work examines fundamental principles of human knowledge and the nature of truth. They also explore the impact of major philosophical ideas on our understanding of the world. Their interdisciplinary approach offers a unique perspective on the complexities of human experience and history.
"Das große Buch der Gefühle" erklärt 50 Emotionen von Angst bis Zuversicht für Kinder ab 10 Jahren. Umberto Galimberti und Anna Vibarelli beleuchten, wie man Gefühle erkennt, empathisch wird und die Psychologie der Emotionen versteht. Illustriert von Alessandra De Cristofaro regt es zum Nachdenken an.
L'uomo soffre per "l'insensatezza" del suo lavoro, per il suo sentirsi "soltanto un mezzo" "nell'universo dei mezzi", senza che all'orizzonte appaia una finalità prossima o una finalità ultima in grado di conferire senso. Sembra infatti che la tecnica non abbia altro scopo se non il proprio autopotenziamento. Di fronte a questa diagnosi, la psicoanalisi rivela tutta la sua impotenza, perché gli strumenti di cui dispone, se sono utilissimi per la comprensione delle dinamiche emotivo-relazionali, per i processi di simbolizzazione sono inefficaci. Qui occorre la pratica filosofica perché, fin dal suo sorgere, la filosofia si è applicata alla ricerca di senso.
Psiche e techne di Umberto Galimberti è un'opera fondamentale che esplora l'uomo e la sua relazione con la tecnica. L'autore sostiene che la tecnica non è semplicemente uno strumento nelle nostre mani, ma ha sostituito la natura, diventando l'ambiente in cui viviamo. Ci muoviamo in questo contesto con mentalità pre-tecnologica, agendo per scopi e guidati da sentimenti e idee personali. Tuttavia, la tecnica non ha uno scopo, non offre salvezza né svela verità; essa "funziona". Il libro si propone di ridefinire concetti fondamentali come individuo, identità, libertà, salvezza, verità, senso e scopo, oltre a natura, etica, politica, religione e storia, che necessitano di essere riconsiderati nell'era della tecnica. La sfida principale è che ciò che ci ha guidato finora—sensazioni, percezioni e sentimenti—risulta inadeguato in questo nuovo contesto. Come "analfabeti emotivi", assistiamo a un'irrazionalità derivante dalla razionalità dell'organizzazione tecnica, priva di un senso riconoscibile. È necessario un ampliamento psichico per affrontare questa inadeguatezza. Il valore centrale dell'opera risiede nel tentativo di fondare una nuova psicologia dell'azione, che ci permetta di non essere dominati dalla tecnica.
La parola 'anima', nell'attraversare i più svariati sistemi di pensiero (filosofico, religioso, antropologico, psicologico), genera una serie di equivoci in cui si nascondono vertiginose variazioni di significato. Percorrendole è possibile scorgere gli spostamenti di volumi di senso e le migrazioni linguistiche da cui dipendono le epoche storiche, e gli scenari da esse dischiusi. L'analisi di Galimberti muove da Platone, che gioca l'anima su un doppio registro, coniugandola da un lato con la costruzione della ragione e il governo di sé, dall'altro con l'abisso della follia e la dissoluzione dell'individuo. Da allora in poi questi due registri non hanno cessato di condizionare la costruzione dei saperi, sempre condizionata sul piano teorico dalle oscillazioni delle opinioni e sul piano pratico dalla vertigine delle passioni, in quel gioco di maschere, assunte e dismesse dall'anima, a cui non sfugge che ogni nuova parola della ragione non è possibile se non liberando ad ogni istante i frammenti di una segreta follia. Prima e dopo Nietzsche, Plotino e la Gnosi, Schopenauer e il romanticismo, Freud e la psicoanalisi, Husserl e la fenomenologia, Heidegger e l'ermeneutica hanno tentato di liberare l'anima dal giogo dell'idea, ma la loro opposizione al platonismo si è rivelata di segno uguale anche se contrario.
I contributi di Husserl, Heidegger e Jaspers vengono richiamati in questo volume per chiarire la posizione epistemologica della psicologia, che mira alla "comprensione" dell'uomo piuttosto che alla "spiegazione" del suo comportamento. Questa distinzione implica che non si possano applicare senza cautela i modelli e i metodi delle scienze naturali all'ambito umano, evitando così di ridurre l'uomo a un semplice evento naturale, come fatto dalla psichiatria classica e dalla psicoanalisi, in contrasto con la pratica terapeutica. Sostituendo il dualismo cartesiano con una visione fenomenologica che si concentra sull'immediatezza del mondo della vita, la psicologia deve descrivere le relazioni evidenti tra corpo e mondo, e le significazioni che esse esprimono, piuttosto che spiegare i complessi rapporti tra psiche e corporeità. Per una psicologia fondata fenomenologicamente, sia il "sano" che l'"alienato" appartengono allo stesso mondo, anche se l'alienato vive con strutture percettive e comportamentali diverse. Qui, la differenza non rappresenta una "dis-funzione", ma una "funzione" di una specifica strutturazione esistenziale, ovvero un modo di essere-nel-mondo e di progettare, nonostante le difficoltà.
L’Occidente ha due radici: il mondo greco e la tradizione giudaico-cristiana. Per quanto dischiudano orizzonti completamente diversi, entrambi descrivono un mondo dotato di ordine e stabilità. Ma noi viviamo nell’età della tecnica. È finito l’incanto del mondo tipico degli antichi. È finito anche il disincanto dei moderni, che ancora agivano secondo un orizzonte di senso e un fine. La tecnica non tende a uno scopo, non apre scenari di salvezza, non svela la verità: la tecnica funziona. L’etica, come forma dell’agire in vista di fini, celebra la sua impotenza. Il mondo è ora regolato dal fare come pura produzione di risultati.L’unica etica possibile, scrive Umberto Galimberti, è quella del viandante. A differenza del viaggiatore, il viandante non ha meta. Il suo percorso nomade, tutt’altro che un’anarchica erranza, si fa carico dell’assenza di uno scopo. Il viandante spinge avanti i suoi passi, ma non più con l’intenzione di trovare qualcosa, la casa, la patria, l’amore, la verità, la salvezza. Cammina per non perdere le figure del paesaggio.
Giovinezza e intelligenza, felicità e amore materno. E poi moda e tecnica, sicurezza e potere e ancora mercato, crescita economica, nuove tecnologie... Sono i miti del nostro tempo, le idee che più di altre ci pervadono e ci plasmano come individui e come società. Quelle che la pubblicità e i mezzi di comunicazione di massa propongono come valori e impongono come pratiche sociali, fornendo loro un linguaggio che le rende appetibili e desiderabili. I miti sono idee che ci possiedono e ci governano con mezzi che non sono logici, ma psicologici, e quindi radicati nel profondo della nostra anima. Sono idee che noi abbiamo mitizzato perché non danno problemi, facilitano il giudizio, in una parola ci rassicurano. Eppure occorre risvegliarsi dalla quiete apparente delle nostre idee mitizzate, perché molte sofferenze, molti disturbi, molti malesseri nascono proprio dalle idee che, comodamente accovacciate nella pigrizia del nostro pensiero, non ci consentono più di comprendere il mondo in cui viviamo. Per recuperare la nostra presenza al mondo dobbiamo allora rivisitare i nostri miti, sia quelli individuali sia quelli collettivi, dobbiamo sottoporli al vaglio della critica, perché i nostri problemi sono dentro la nostra vita, e la nostra vita vuole che si curino le idee con cui la interpretiamo.
Come al solito, non sono mai le virtù, ma sempre i vizi, a dirci chi è l'uomo. Umberto Galimberti analizza i vizi capitali: Accidia, Avarizia, Gola, Invidia, Ira, Lussuria, Superbia. Questi vizi, identificati come "abiti del male" da Aristotele e come "opposizione della volontà dell'uomo alla volontà divina" nel Medioevo, si trasformano in espressioni della tipologia umana nell'Età dei lumi e, nel Novecento, in manifestazioni psicopatologiche. Galimberti osserva che i vizi escono dal mondo morale per entrare in quello patologico, diventando malattie dello spirito. In questo contesto storico, ambienta i vizi nel panorama contemporaneo, in conflitto tra la funzionalità dell'età della tecnica e l'urgenza dell'etica. Analizza anche le tendenze comportamentali che possono essere definite "nuovi vizi": sociopatia, spudoratezza, consumismo, conformismo, sessomania, culto del vuoto, voluttà dello shopping e dipendenza dalla mercé, tutte correlate al dissolvimento della personalità. Questi nuovi vizi negano il modello "vizioso" e, inquadrandoli come tali, si offre la possibilità di discuterne, per essere consapevoli e non confondere i disastrosi inconvenienti della modernità con i suoi valori.
Nel 2007, Umberto Galimberti ha esplorato il disagio giovanile, attribuendolo a una crisi culturale piuttosto che a crisi psicologiche legate all'esistenza. Secondo lui, il futuro che la cultura dell'epoca presentava ai giovani era incerto e non motivante, contribuendo a un senso di nichilismo. A distanza di anni, la situazione non è cambiata molto, se non per una parte di giovani che ha evoluto il "nichilismo passivo" in un "nichilismo attivo". Questi giovani non ignorano l'atmosfera pesante del nichilismo, ma si impegnano attivamente per non spegnere i propri sogni. La parola ai giovani raccoglie le loro voci, evidenziando il bisogno di essere ascoltati. Spesso, i giovani si sentono incompresi dai genitori e dagli insegnanti, temendo che le risposte che ricevono non rispecchino le loro inquietudini e problemi. Pertanto, si rivolgono a un ascoltatore esterno, non per risolvere le loro difficoltà, ma per avere un punto di vista alternativo che renda le loro sfide meno drammatiche e più affrontabili.
Dalla psicologia all'estetica, dalla psicanalisi alla pedagogia, il nostro mondo travagliato e la bellezza irrazionale dell'anima negli scritti divulgativi del noto saggista, docente di filosofia teoretica all'Università di Venezia. Un viaggio affascinante nell'universo dello spirito e della cultura con la guida di un intellettuale di grande profondità e originalità.
Un libro affascinante e fondamentale, la proposta di una psicologia che, togliendo la scissione anima/corpo su cui si fonda, cominci a pensarsi contro se stessa. "Dalla 'follia del corpo' di Platone alla 'maledizione della carne' nella religione biblica, dalla 'lacerazione' cartesiana della sua unità alla sua 'anatomia' ad opera della scienza, il corpo vede proseguire la sua storia con la sua riduzione a 'forza-lavoro' nell'economia dove più evidente è l'accumulo del valore nel segno dell'equivalenza generale, ma dove anche più aperta diventa la sfida del corpo sul registro dell'ambivalenza."(dall'introduzione).
L'eros declinato in tutte le sue "figure". L'attrazione, il corteggiamento, la seduzione, il tradimento, la separazione, la solitudine, l'onanismo. Gli "enigmi dell'amore" rivisitati, alla luce del tempo che chiamiamo nostro, da un grande filosofo morale.
Storie per lettori curiosi, svegli, ribelli, che non si accontentano delle risposte preconfezionate, ma vogliono ragionare con la propria testa. Se pensate che la filosofia sia qualcosa di noioso e astratto, e i filosofi persone che vivono fuori dal mondo, questo libro vi dimostrerà il contrario. Attraverso le storie di cento filosofi e pensatori di ogni epoca e luogo, scoprirete che la filosofia è più viva e concreta che mai. Una scatola vuota non contiene niente o contiene qualcosa che si chiama "vuoto"? Provate a riempirla di sabbia e a percuoterla: che cosa udite? E se invece la svuotate dalla sabbia, percuotendola che cosa udite? Partendo da esperienze e ragionamenti accessibili anche ai bambini, ogni storia ci lancia una piccola sfida, alla quale potremo rispondere utilizzando i ragionamenti di un grande filosofo. Insieme a Socrate, Ipazia, Kant, Voltaire e altri loro 96 colleghi di ogni epoca e luogo impareremo a riflettere sui temi più svariati, dagli eventi naturali alla natura umana, dal linguaggio all'amore, all'esistenza di Dio. Età di lettura: da 8 anni.
Un libro sui giovani, perché essi, anche se non sempre ne sono consapevoli, stanno male. Non si tratta solo delle consuete crisi esistenziali, ma di un inquietante ospite, il nichilismo, che penetra nei loro sentimenti, confonde i pensieri, cancella prospettive e fiacca la loro anima. Le famiglie si preoccupano, mentre la scuola sembra impotente. Solo il mercato si interessa a loro, guidandoli verso il divertimento e il consumo, dove ciò che si consuma è la loro vita, incapace di proiettarsi verso un futuro promettente. Se il disagio non è individuale, la sua origine è culturale, rendendo inefficaci i rimedi della nostra cultura, sia religiosi che illuministi. La 'ragione strumentale' garantisce solo il progresso tecnico, senza ampliare l'orizzonte di senso, a causa della mancanza di pensiero e della aridità del sentimento. Esiste una via d'uscita? Si può allontanare l'ospite inquietante? Sì, se insegniamo ai giovani l''arte del vivere', come dicevano i Greci, che implica riconoscere e sviluppare le proprie capacità. Se, attraverso il nichilismo, i giovani, opportunamente supportati, riuscissero a compiere questo primo passo verso la curiosità e l'amore per sé stessi, l'"ospite inquietante" non sarebbe passato invano.
Das Buch stellt 50 Fragen, die dazu anregen, über die großen Themen des Lebens nachzudenken und die eigene Identität sowie Werte zu hinterfragen. Durch philosophische Impulse wird der Leser ermutigt, kritisch zu reflektieren und eine gerechtere Gesellschaft zu gestalten. Fragen stehen im Vordergrund, nicht Antworten.
Dieses Buch versammelt 100 Philosophen, deren Thesen über die Welt bis heute Bestand haben. Umberto Galimberti betont im Vorwort, dass Philosophie alles andere als langweilig oder abstrakt ist; sie ist heute lebendiger und relevanter denn je. Anhand einfacher Gedanken und Überlegungen wird der Leser herausgefordert, sich mit den Ideen großer Denker auseinanderzusetzen. Fragen wie: Enthält eine leere Schachtel nichts oder etwas, das „Leere“ genannt wird? Was hörst du, wenn du sie mit Sand füllst und schüttelst? Diese Denkanstöße laden ein, über Themen wie Naturereignisse, menschliche Natur, Sprache, Liebe und die Existenz Gottes nachzudenken.
Gemeinsam mit Sokrates, Hypatia, Kant, Voltaire und vielen anderen Philosophen aus verschiedenen Epochen und Kulturen wird der Leser ermutigt, aktiv über das Leben und die Welt um uns herum nachzudenken. Es bietet die Möglichkeit, das Gelesene selbst zu hinterfragen und eigene Überlegungen anzustellen. Denk nach mit Seneca, mach's wie Epikur oder hinterfrage Aristoteles – dieses Buch ist ein Aufruf, die Philosophie als lebendigen Teil unseres Lebens zu entdecken und zu nutzen.
Nichts ist heutzutage so wenig selbstverständlich wie die Liebe, die mit hohen Erwartungen und Hoffnungen auf Sinn beladen ist. In unserer technisierten Welt wird sie zum einzigen Freiraum für den Einzelnen, wo weniger die Beziehung zum anderen, sondern vielmehr die Selbstverwirklichung im Vordergrund steht. Da die Liebe nicht mehr gesellschaftlichen Regeln oder ökonomischen Vernunft gehorchen muss, ist ihre Basis das vergängliche Gefühl geworden. Der Austausch zwischen Privatleben und Gesellschaft findet in Bezug auf die Liebe nicht mehr statt. Was kann man tun? Zunächst ist es wichtig, klug und differenziert über die Liebe und ihre Facetten nachzudenken, wie es der italienische Psychoanalytiker und Philosoph Umberto Galimberti in seinem Werk tut. In neunzehn Kapiteln behandelt er Themen wie Begehren, Geld, Einsamkeit, Idealisierung, Verführung, Scham, Verrat und Eifersucht, und lüftet so den Dschungel der Liebe. Gleichzeitig reflektiert er die Geschichte der Auseinandersetzung mit der Liebe, von Platon über Rousseau bis zu Freud und Sartre. Am Ende lieben wir vielleicht nicht besser, aber klüger.
Questo libro raccoglie, organizzandoli intorno ad alcuni temi portanti, gli interventi su giornali e periodici attraverso cui Umberto Galimberti è andato registrando con acutezza eventi culturali, mutamenti di mentalità e di costume, partendo dalla pubblicazione di un'opera o dall'uscita di un libro le cui tematiche, meglio di altre, si prestavano a mettere a fuoco un problema. I problemi non sono inaugurati dai libri, ma dalle cose; al libro il compito di gettare uno sguardo profondo sulle cose. In questo rapporto vivo e mobile con il mondo della cultura che guarda le vicende degli uomini e l'andamento delle cose, possiamo qui apprendere come gli uomini si sono via via congedati dal mito senza per questo potersi sottrarre al lavoro del simbolo che opera comunque; come sono state tracciate le vie del pensiero sempre minacciate dalle incursioni di una follia che mai gli uomini possono congedare; come la psiche abbia giocato le movenze semplici del nostro corpo portandole a quell'espressività o a quelle allucinazioni di cui la sessualità è traccia ed equivoco, parola pronunciata ogni volta in una lingua non sua; come la società , inoltrandosi nell'orizzonte dispiegato dalla tecnica , abbia preso ad abitare con disinvoltura un mondo ancora troppo estraneo perché possa davvero essere sentito come la propria casa.
"Questo libro parla della terra e del suo male, del segno e del simbolo del linguaggio e del suo limite. Questo libro parla di Jung, perché, come Nietzsche, Jung raggiunge l'essenza violenta del discorso psicologico e quindi l'origine del discorso, che neppure la filosofia conosce perché, come 'scienza umana', non dice che il limite... Dopo Jung non si può fare psicologia se non accedendo alla nascita della psicologia che non si trova nei testi scientifici, dove le tautologie assicurano i generi e le tecniche, ognuno al suo posto, ma in quel pre-testo che è la religione, dove il dramma divino narra la vicenda umana che l'uomo non può raccontare, perché il suo racconto, il suo testo è venuto dopo. Per questo in Jung non parla il sapere, ma Dio e gli dèi. Con Jung torna l'enigma, torna l'Oscurità. La sua psicologia assume il modo del discorso per trasferirlo al limite del discorso. È questo limite che vogliamo indagare." (Dalla prefazione)
Kniha Znepokojivý host: Nihilismus a mládež je první prací italského psychologa a filosofa Umberta Galimbertiho (nar. 1942), která vychází v češtině. Jejím ústředním tématem jsou kulturní příčiny a důsledky hodnotové neukotvenosti mladých lidí v západním světě.
Galimberti předkládá mrazivou analýzu kritického stavu, v němž se vnitřní svět mladého člověka v naší společnosti nachází, ale nabízí také - byť pouze v náznacích - možná východiska.
Práce je uvedena kritickou studií Zdenky Sokolíčkové.