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Giampaolo Pansa

    I bugiardi
    I nostri giorni proibiti
    Il revisionista
    Saggi italiani: Il malloppo
    La bambina dalle mani sporche
    Saggi - 24: Le notti dei fuochi
    • Saggi - 24: Le notti dei fuochi

      • 401 pages
      • 15 hours of reading

      In questo libro Giampaolo Pansa ripercorre una delle fasi cruciali della storia italiana: il biennio rosso del 1919-1920, il sorgere dello squadrismo, il trionfo del fascismo con la marcia su Roma, i primi passi del regime e il delitto Matteotti. Al centro della vicenda c'è la figura di Cesare Forni, dapprima leader delle camicie nere padane con Farinacci e Balbo, poi oppositore cocciuto del duce, in una contesa che non esclude l'assassinio. Attorno a lui, una folla di personaggi appartenenti ai due campi in lotta, che testimoniano il disordine tumultuoso dell'epoca: D'Annunzio e il volo su Vienna con il giovane pilota Natale Palli, il primo Mussolini, Gramsci e Nenni, la bella contessa Carminati Brambilla, i killer neri Dumini e Volpi, i capi socialisti della Lomellina, a cominciare da Egisto Cagnoni ... Una drammatica, coinvolgente indagine storica che ha la suspense del thriller politico: dove la vittima principale è una nazione che perde la libertà.

      Saggi - 24: Le notti dei fuochi
      5.0
    • La bambina dalle mani sporche

      • 314 pages
      • 11 hours of reading

      La vicenda si svolge tra l'estate del 1991 e la primavera del 1993: la Prima Repubblica sta crollando sotto l'urto del ciclone Mani Pulite, travolgendo un'intera classe dirigente che ha costruito le sue fortune sul perverso intreccio fra affari e politica. In questo clima si muovono i protagonisti del romanzo: Giulio, giornalista serio e scrupoloso, testimone e cronista degli eventi; Wanda, responsabile della segreteria politica di un importante ministro; Gloria, grande amica di quest'ultima e funzionaria di partito.

      La bambina dalle mani sporche
      5.0
    • Saggi italiani: Il malloppo

      • 336 pages
      • 12 hours of reading

      Milano, Cde, 1990, 8vo cart. sovr. ill. col. pp. 320 ("Finanzieri, tangentisti, onestuomini, furboni e altre storie di un'Italia ossessionata dal denaro").

      Saggi italiani: Il malloppo
      3.0
    • Il revisionista

      • 482 pages
      • 17 hours of reading

      Nel maggio 1959, Ferruccio Parri si rivolge a Giampaolo Pansa, un giovane di ventitré anni, promettendo una borsa di studio in cambio della sua audacia. In questo libro, Pansa racconta la sua avventura umana e intellettuale, influenzata dalla nonna Caterina Zaffiro, una figura di revisionismo anarchico, che si opponeva a comunisti, democristiani e fascisti. Dalla sua infanzia segnata dalla guerra civile, Pansa descrive con gli occhi di un bambino gli eventi drammatici: partigiani fucilati, fascisti uccisi e le feste con ragazze danzanti. La sua carriera decolla con una tesi sulla guerra partigiana, portandolo a lavorare per “La Stampa”. Attraverso decenni di giornalismo, incontra figure politiche e direttori celebri, rivelando lati inaspettati di personaggi come Giulio De Benedetti e Eugenio Scalfari. Emergono anche figure sorprendenti, come Gianna, la fascista rapata, e il carismatico Almirante. Pansa, criticato dalla sinistra per i suoi scritti sulla guerra civile, è apprezzato da chi ha rotto il silenzio dei vincitori. A settant'anni, offre un racconto sincero e vivace, evocando la freschezza del giovane spaccavetri di un tempo.

      Il revisionista
      4.0
    • I nostri giorni proibiti

      Romanzo di una passione nel dopoguerra

      • 324 pages
      • 12 hours of reading

      Siamo in Italia, nel 1956: Carla, un'insegnante trentenne di Pavia ex "ragazza di Salò", s'imbatte in Marco, uno studente cui hanno appena assassinato il padre, stimato medico con un passato di comandante partigiano. Ed è forse nei giorni di guerra civile, di fuoco e di sangue, di eroismi e di massacri, che va ricercato il motivo di una fine così tragica. Marco inizia la sua indagine, un viaggio alla scoperta del padre che lo scaglierà dentro una tempesta capace di sconvolgere la sua esistenza e quella di Carla...

      I nostri giorni proibiti
      3.0
    • I bugiardi

      • 332 pages
      • 12 hours of reading

      Italian

      I bugiardi
      3.7
    • Nel finale della guerra civile, un ragazzino di dieci anni assiste a eventi che cambieranno la sua percezione della realtà. La fine di aprile del 1945 segna la chiusura di un'epoca, e in attesa della riapertura delle scuole, il giovane trascorre il tempo nella modisteria di sua madre e nelle strade del centro. Conclusi i bombardamenti, scopre la tosatura delle prigioniere repubblichine, un evento che lo segna profondamente. Tra le donne coinvolte, una giovane e bella maestra elementare, Teresa Bianchi, diventa il fulcro della sua memoria. Teresa, appassionata del suo lavoro, si era unita al Partito fascista repubblicano per poter insegnare. Il racconto mette in luce una prospettiva spesso trascurata: quella degli italiani rimasti fedeli a Mussolini, che affrontarono le atrocità dell'ultima fase della guerra e le violenze del dopoguerra. Le stragi causate dai bombardamenti americani e le violenze perpetrate dai marocchini in Ciociaria rappresentano solo alcune delle sofferenze vissute. Teresa, pur essendo una repubblichina, incarna la resilienza e la pazienza generosa che caratterizzano molte donne italiane, affrontando con coraggio il caos del suo tempo.

      La repubblichina. Memorie di una ragazza fascista
      2.0
    • Il bambino che guardava le donne

      • 436 pages
      • 16 hours of reading

      Il racconto di Giampaolo Pansa torna, sotto forma di una lunga rievocazione, ai primi anni del secondo dopoguerra nella provincia piemontese, a Casale Monferrato. Il protagonista è un bambino di undici anni, intelligente e curioso, precocemente interessato a quel mondo affascinante e misterioso che per lui sono le donne. Un giorno compare nel suo caseggiato una nuova inquilina, una ragazza che tutti chiamano la Fascista perché ausiliaria nella Repubblica di Salò. Ma a Giuseppe non interessano le opinioni dei grandi e tra i due nasce una tenera amicizia. Ma ben presto si stabilisce nel caseggiato un altro ospite, un giovane ragazzo ebreo sopravvissuto ad Auschwitz dopo un periodo trascorso in montagna tra i partigiani.

      Il bambino che guardava le donne
      3.9
    • "C'è una paura nuova che leggo negli occhi di molte persone. È il timore di ritornare poveri, di andare incontro a un futuro difficile, di non sapere quale sarà il destino dei figli. Qualche anno fa, non era così. Ma in questo 2011 tutto è cambiato in peggio. La grande crisi economica e finanziaria ci ha messi di fronte a una realtà che nessuno immaginava: la nostra società è fragile e il benessere che abbiamo conquistato potrebbe svanire. Torneremo poveri come erano i nostri genitori e i nonni? Questa incognita mi ha spinto a ricordare l'epoca che ha visto nascere e crescere fra mille stenti mia nonna Caterina Zaffiro e mio padre Ernesto, uno dei suoi figli. Lei era nata nel 1869 nella Bassa vercellese, in una famiglia di contadini strapelati. Andata in sposa a un bracciante altrettanto misero, Giovanni Pansa, rimase vedova a 33 anni, con sei bambini da sfamare. È la sua vita tribolata a farmi da guida nel racconto dell'Italia fra l'Ottocento e il Novecento, quello che il lettore troverà in Poco o niente. Era un mondo feroce, dove pochi ricchi comandavano, decidevano tutto e si godevano le figlie dei miserabili. I poveri erano tantissimi, venivano messi al lavoro da piccoli, poi l'ignoranza li spingeva a comportarsi da violenti".

      Poco o niente: Eravamo poveri. Torneremo poveri
      3.9
    • Eia eia alalà

      Controstoria del fascismo

      • 375 pages
      • 14 hours of reading

      Nell’Italia del Duemila, la possibilità di un’avventura autoritaria simile a quella di Benito Mussolini sembra concreta, in un contesto di crisi profonda e di una classe politica inefficace. Queste somiglianze con gli anni Venti del Novecento hanno ispirato Giampaolo Pansa a scrivere un racconto che inizia con la lotta di classe tra il 1919 e il 1922, guidata dai socialisti e sconfitta dalla reazione della borghesia. Il passaggio dall'estremismo rosso al nero culmina nella marcia su Roma di Mussolini, avviando una dittatura ventennale. La narrazione si concentra su Edoardo Magni, un agrario immaginario, coraggioso ufficiale della Prima guerra mondiale e finanziatore delle squadre fasciste, inizialmente convinto della necessità della rivoluzione, ma progressivamente disilluso. Magni diventa sostenitore di Cesare Forni, un dissidente considerato nemico da Mussolini. Attraverso il suo dramma, Pansa esplora la crescente sfiducia verso il regime, mentre Magni affronta incertezze e relazioni amorose. L’incontro con Marianna, una giovane ebrea, lo porta a scoprire lo sterminio degli israeliti e le storie di coloro che furono uccisi ad Auschwitz, in un’Italia distratta e indifferente, pronta a ripetere tragedie simili.

      Eia eia alalà
      3.8
    • Il regime

      Dal disastro dei partiti alla Repubblica autoritaria

      • 294 pages
      • 11 hours of reading
      Il regime
      3.5
    • Una selva popolata di personaggi inquietanti, una marea umana suddivisa in gironi infernali, dove non c'è speranza o salvezza per nessuno, soltanto eterna dannazione. E così che Giampaolo Pansa immagina la grande parrocchia politica italiana, con le sue varie chiese, chiesuole e sacrestie: una tribuna popolata da sconfitti, superstiti, isterici, lunatici, volponi, apprendisti, bolliti, dispersi, risorti, inguaiati. Non mancano ovviamente i nomi eccellenti, ma al loro fianco compaiono anche tante figure di secondo e terzo rango, oscuri faccendieri, personaggi che agiscono dietro le quinte. Un libro molto personale, pieno di ricordi, incontri, litigi, sfottò, polemiche, costruito sulle esperienze di una vita da cronista.

      Tipi sinistri. I gironi infernali della casta rossa
      3.7
    • I gendarmi della memoria

      • 528 pages
      • 19 hours of reading

      La retorica, le bugie e le omissioni - ma anche le peggiori reazioni fisiche - che hanno osteggiato la rilettura della Resistenza contro ogni negazionismo della Sinistra, fatta da Giampaolo Pansa.

      I gendarmi della memoria
      3.6
    • Nevica sangue nei tre inverni della paura. Sono le stagioni più dure della guerra civile italiana e dell'interminabile dopoguerra. Tedeschi, fascisti e partigiani combattono con obiettivi diversi, ma compiono le stesse atrocità. È questo disordine crudele a travolgere Nora Conforti. Diciotto anni, ragazza di famiglia ricca, Nora si rifugia con il padre sulle colline fra Reggio Emilia e Parma. Non immagina che proprio lì incontrerà il primo amore e subito dopo gli orrori di due guerre in grado di sconvolgere la sua esistenza. Giampaolo Pansa ci racconta una storia che nasce da lunghi anni di ricerche sulla Resistenza e sulle sue tante zone d'ombra. Un affresco della borghesia agraria emiliana, nell'arco di sei anni infernali, dal giugno 1940 alla fine del 1946. E una ricostruzione controcorrente di un'epoca feroce. Accanto a figure che appartengono alla storia, come Togliatti, De Gasperi, i capi delle bande rosse e nere, il vescovo Socche, il partigiano bianco detto "il Solitario", si muove la gente comune di quegli anni. Le donne chiamate a sopportare il peso più grande della guerra. I bambini messi di fronte al terrore politico. I giovani schierati su trincee opposte. L'asprezza dello scontro fra ricchi e poveri. Le vittime del dopoguerra che emergono dalle fosse segrete, fantasmi capaci di turbarci ancora oggi.

      I tre inverni della Paura
      3.8
    • Sconosciuto 1945

      • 487 pages
      • 18 hours of reading

      È la memoria degli sconfitti nella guerra civile ad accompagnarci lungo le pagine di questo libro. Storie dolenti, mai venute alla luce, che Giampaolo Pansa ha raccolto, cercato, ricostruito con partecipazione, puntiglio e grande rispetto per le troppe vittime incolpevoli, travolte dagli orrori della resa dei conti quando erano ragazzi o bambini. Storie sempre taciute per molte ragioni: la condizione di perdenti, l'ostilità dei vincitori, l'isolamento sociale e, nell'immediato dopoguerra, la paura di possibili vendette anche contro i genitori, i figli o i fratelli dei fascisti uccisi. Un capitolo proibito della nostra storia, narrato da italiani vissuti per sessantanni nella condizione obbligata di prigionieri del silenzio. Un'opera da cui emerge con chiarezza quanto l'Italia sia ancora oggi un paese diviso, a dispetto dell'antifascismo sbandierato dalla cultura dominante.

      Sconosciuto 1945
      3.7
    • I figli dell'Aquila

      • 385 pages
      • 14 hours of reading

      La storia di uno dei giovani che, nell'autunno del 1943, per ragioni inscrutabili, scelse di combattere dalla parte della repubblica sociale, e che così si trova scaraventato nel mattatoio della guerra civile. Uno spaccato della profonda voragine che separava e feriva l'Italia in due: un orrore senza fine da una parte e dall'altra che ci conduce per mano ad osservare e a deprecare l'insensatezza di ideologie e schieramenti ad oltranza!

      I figli dell'Aquila
      3.2
    • I vinti non dimenticano

      • 465 pages
      • 17 hours of reading

      Con "I vinti non dimenticano", ideale prosecuzione e completamento di "Il sangue dei vinti", Giampaolo Pansa racconta quello che ancora non aveva detto. L’occupazione jugoslava di Trieste, Gorizia e Fiume. Le stragi in Toscana successive alla Liberazione. La violenta sorte delle donne fasciste. Le uccisioni dei comandanti partigiani e dei politici socialisti che si opponevano all’ingerenza comunista. L’inferno dei lager dove venivano confinati i fascisti da fucilare. Gli orrori degli Alleati e i civili caduti sotto i bombardamenti non sempre necessari degli angloamericani. Lasciando parlare le fonti di una storiografia preziosa ma da sempre omessa, Giampaolo Pansa dà voce alle vittime silenti di quelle violenze, ai vinti dimenticati; e, rivendicando la sua libertà di pensiero, offre ai lettori un altro personale contributo alla storia della guerra civile italiana.

      I vinti non dimenticano
      3.6
    • Saggi - 42: I figli dell'Aquila

      • 385 pages
      • 14 hours of reading

      Sul finire dell'ottobre 2001, una telefonata da Padova conduce Giampaolo Pansa a conoscere una signora quasi ottantenne: Alba M., pediatra in pensione. Dall'incontro nasce questo libro, la storia di uno dei giovani che, nell'autunno 1943, scelsero di combattere nell'esercito della Repubblica sociale. L'autore racconta le vicende di Bruno A., uno studente di Parma scaraventato nel mattatoio della guerra civile, seguendo, giorno dopo giorno, il suo viaggio dentro l'incendio italiano.

      Saggi - 42: I figli dell'Aquila
      3.5
    • "Milioni di persone senza difese nella morsa di due fazioni senza pietà, i partigiani e i fascisti. Nella fase conclusiva del secondo conflitto mondiale, tanti italiani si trovarono scaraventati dentro l’inferno della guerra civile. E scoprirono che non esisteva differenza fra le parti che si scannavano. I partigiani e i fascisti si muovevano nello stesso modo. Alimentando una tempesta di orrori, rappresaglie, esecuzioni, torture, stupri, devastazioni. La guerra sporca descrive il lato oscuro degli anni fra il 1943 e il 1945. Ho voluto narrarlo sfidando quanti strilleranno che il virus del revisionismo mi ha dato alla testa. Eppure che partigiani e fascisti si assomigliassero era una certezza già presente nei racconti di chi aveva vissuto da spettatore inerme un massacro mai visto in casa nostra. Ma questa realtà doveva restare nascosta. La Resistenza era diventata una religione intoccabile.” G.P.

      La guerra sporca dei partigiani e dei fascisti
      3.5
    • La grande bugia

      • 468 pages
      • 17 hours of reading

      Continua il lungo racconto, iniziato da Pansa nel 2002 con "I figli dell'Aquila" e proseguito con "Il sangue dei vinti" e "Sconosciuto 1945". Ora il racconto si conclude con "La Grande Bugia". È un testo diverso dai precedenti. Anche qui il lettore troverà nuove testimonianze emerse dal mondo dei fascisti sconfitti. Ma il cuore del libro è un altro, ed è rivolto all'oggi. C'è il diario delle esperienze di Pansa come autore di ricerche sulla guerra interna. C'è la sua risposta alle stroncature più acide. E infine la ricostruzione di vicende accadute ad autori osteggiati da coloro che uno storico, pure avverso ai libri di Pansa, ha definito i Guardiani del Faro Resistenziale.

      La grande bugia
      3.6
    • Prigionieri del silenzio

      Una storia che la sinistra ha sepolto

      • 456 pages
      • 16 hours of reading

      Prigionieri del silenzio, ma anche dei gulag e delle carceri politiche del maresciallo Tito, in Jugoslavia. Le vittime erano tutti comunisti, come chi li imprigionava e li vessava. Giampaolo Pansa ricostruisce la vita di uno di loro con puntiglio e partecipazione. Emblematica e nello stesso tempo tragica, la storia del sardo Andrea Scano ricalca quella di molti uomini generosi che, come lui, si batterono contro il fascismo e il nazismo ma, dopo la Liberazione, furono colpiti con durezza proprio dal regime che, insieme all'Urss, consideravano il più vicino. Nel caso di Scano, l'accusa di aver nascosto armi per la tanto sospirata rivoluzione innescò una spirale perversa, che lo condusse a scontare anni di deportazione e torture all'Isola Calva, il più famigerato tra i lager di Tito. Scampato a quell'orrore e rientrato in Italia, per ordine del Pci fu costretto a tacere sulle sofferenze patite, per il resto dei suoi anni fino alla morte. Un racconto duro e drammatico, che come molti dei libri di Pansa - apre una porta rimasta chiusa per troppo tempo su pagine oscure e ambigue della nostra storia recente.

      Prigionieri del silenzio
      3.4
    • Rizzoli Best: I cari estinti

      Faccia a faccia con quarant'anni di politica italiana

      • 520 pages
      • 19 hours of reading

      Il primo comunista che ho conosciuto era una comunista di nome Elvira, che ballava divinamente il samba e si era infatuata di Walter Audisio, considerato il killer di Mussolini. All'epoca avevo tredici anni e la osservavo nel dancing del Pci, vicino a casa. Da quel momento, ho incontrato molti altri personaggi della Prima Repubblica, diventando cronista delle loro avventure. Con il tempo, sono diventati i miei vicini di scrivania e mi sono chiesto se stessimo meglio con la Dc, il Pci e il Psi o oggi, con i nuovi leader. Gli "estinti" sono i potenti che hanno guidato l'Italia dal 1948 al 1989, e nel rievocarli, mi sento un viaggiatore che narra la fine di un mondo. Ho rivisitato figure come Rumor, Fanfani, Andreotti, Moro, De Mita, Berlinguer, Craxi, Almirante e Spadolini, ricostruendo il loro tempo segnato da caos, mafia, terrorismo e la Loggia P2. Il mio racconto affronta dilemmi: la Dc ha salvato dall'estremismo, ma ha abusato del potere? Craxi era un politico corrotto o uno statista coraggioso? Le Botteghe Oscure lavoravano per l'Unione Sovietica? Perché i vincitori della guerra civile sono caduti in Tangentopoli? Queste pagine offrono una prospettiva di un italiano preoccupato per il disordine politico attuale e per il futuro del paese.

      Rizzoli Best: I cari estinti
      3.2
    • Il sangue dei vinti

      • 380 pages
      • 14 hours of reading

      Con questo libro Pansa squarcia il velo di silenzio su pagine di storia assai poco indagate: la resa dei conti imposta ai fascisti sconfitti, un tema proibito per gran parte della storiografia dei vincitori. Aiutato da una vastissima documentazione, l'autore ricostruisce nei dettagli gli eccidi e gli omicidi compiuti per punizione, vendetta, fanatismo politico e odio di classe di migliaia di italiani che avevano scelto di combattere l'ultima battaglia di Mussolini. Un bagno di sangue compiuto nell'Italia del nord, dal 25 aprile 1945 alla fine del 1946. Un racconto terribile e spietato: per molti la morte arriva dopo una via crucis di umiliazioni, violenze, torture e stupri. E si incrocia con l'eliminazione preventiva di quanti avrebbero potuto opporsi alla vittoria del comunismo in Italia: i borghesi ricchi, gli agrari, i preti, i democristiani. Il lettore vi troverà le storie di tantissimi italiani incappati nella sorte che sempre tocca agli sconfitti: dai gerarchi del fascismo a una folla di donne e uomini qualunque. Le loro figure riemergono da queste pagine come fantasmi ancora in attesa di una dignitosa sepoltura. Pansa squarcia la cortina di silenzio sull'altra faccia della guerra che divise in due l'Italia. E ci offre una nuova testimonianza della sua onestà di narratore, capace di osservare con sguardo limpido le vicende e le figure più controverse.

      Il sangue dei vinti
      3.4
    • La faziosità politica dilagante. Gli errori a raffica. Le interviste ruffiane. Le vendette tra colleghi. Lo schierarsi in due campi contrapposti, divisi da un'ostilità profonda. Il centrodestra, dove si affermano Maurizio Belpietro e Vittorio Feltri, con le campagne di stampa condotte senza guardare in faccia a nessuno. E il centrosinistra, dominato dalla potenza guerrigliera di Ezio Mauro e dalle ambizioni politiche di Carlo De Benedetti, nemici giurati di Silvio Berlusconi. Accanto è esploso il bubbone dei talk show televisivi. In gran parte rossi anche quando si fingono imparziali, come è accaduto con il programma di Fabio Fazio e Roberto Saviano. Il tutto sullo sfondo di un paese diventato violento che assiste dilaniandosi al tramonto del Cavaliere, eroe di un mondo finito.

      Carta straccia. Il potere inutile dei giornalisti italiani
      3.2
    • Saggi - 34: Il sangue dei vinti

      Quello che accadde in Italia dopo il 25 aprile - Con una nuova introduzione

      • 381 pages
      • 14 hours of reading

      Arricchito da un'introduzione scritta dall'autore appositamente per questa edizione, un clamoroso successo editoriale, un libro che ha scatenato polemiche, dibattiti e riflessioni su un tema ancora oggi scottante: la resa dei conti imposta dopo il 25 aprile 1945 ai fascisti sconfitti. Un argomento proibito per gran parte della storiografia dei vincitori, che Giampaolo Pansa affronta come sinora nessuno aveva fatto. Aiutato da una vasta documentazione, ricostruisce nei dettagli decine di eccidi e centinaia di omicidi, compiuti per vendetta, per punizione, per fanatismo politico e per odio di classe. Un bagno di sangue che coinvolse l'Italia del nord fino a tutto il 1946 e in qualche caso anche più in là nel tempo, dove le vittime non erano sicuramente tutti criminali di guerra da punire con la morte. In pagine emozionanti, Pansa squarcia finalmente la cortina di silenzio sull'altra faccia della guerra civile, offrendo una nuova testimonianza della sua onestà di narratore.

      Saggi - 34: Il sangue dei vinti
      2.7