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Dei delitti e delle pene

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Difficile pensare a una nuova prospettiva di lettura del "Dei delitti e delle pene", unanimamente annoverato tra i grandi classici della cultura civile e politica moderna. In questo binomio - civile e politica - si radicano i caratteri propri del testo: difesa dei diritti individuali e affermazione delle ragioni della comunità; passione per ciò che è generale, uguale per tutti, e critica implacabile dell'arbitrio, fonte di iniquità. Se un aspetto è stato forse meno di altri rischiarato, questo è la natura politica dei "Delitti", segnati da un serrato confronto con i grandi classici del pensiero politico sei-settecentesco e ispirati da una forte carica critica nei confronti delle ingiustizie sociali e delle violenze che ne discendono. Senza per ciò trascurare le altre, l'introduzione e il commento che accompagnano questa nuova edizione si propongono di far luce su quest'ultima dimensione, mentre la prefazione di Stefano Rodotà mette in luce la moralità profonda dell'autore e le convinzioni che "come le ricchezze non devono servire a comprare potere, così il lavoro intellettuale non può essere usato per conquistare benevolenza e consenso".

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Dei delitti e delle pene, Cesare Beccaria

Language
Released
1991
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(Paperback)
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3.9
Very Good
67 Ratings

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Language
Italian
Released
1991
Format
Paperback
ISBN10
8807820005
ISBN13
9788807820007
Original title
Dei delitti e delle pene
Rating
3.85 out of 5
Description
Difficile pensare a una nuova prospettiva di lettura del "Dei delitti e delle pene", unanimamente annoverato tra i grandi classici della cultura civile e politica moderna. In questo binomio - civile e politica - si radicano i caratteri propri del testo: difesa dei diritti individuali e affermazione delle ragioni della comunità; passione per ciò che è generale, uguale per tutti, e critica implacabile dell'arbitrio, fonte di iniquità. Se un aspetto è stato forse meno di altri rischiarato, questo è la natura politica dei "Delitti", segnati da un serrato confronto con i grandi classici del pensiero politico sei-settecentesco e ispirati da una forte carica critica nei confronti delle ingiustizie sociali e delle violenze che ne discendono. Senza per ciò trascurare le altre, l'introduzione e il commento che accompagnano questa nuova edizione si propongono di far luce su quest'ultima dimensione, mentre la prefazione di Stefano Rodotà mette in luce la moralità profonda dell'autore e le convinzioni che "come le ricchezze non devono servire a comprare potere, così il lavoro intellettuale non può essere usato per conquistare benevolenza e consenso".