Explore the latest books of this year!
Bookbot

La divina commedia

inferno

Book rating

Parameters

  • 1179 pages
  • 42 hours of reading

More about the book

Iniziato con ogni probabilità nel 1306-07, l'Inferno è la prima delle tre cantiche che compongono la Commedia dantesca. In questi trentaquattro canti il poeta racconta l'inizio del suo viaggio ultraterreno, a partire dallo smarrimento nella "selva oscura", dove incontra il poeta latino Virgilio che sarà sua guida, giù giù per i diversi gironi, fino all'orrenda visione di Lucifero e quindi alla faticosa risalita "a riveder le stelle". Un itinerario nell'animo umano lungo il quale Dante incontra decine di indimenticabili personaggi alla cui tristi vicende egli sa guardare con fermo giudizio ma anche con una suprema pietas che è forse il maggior segno del suo profondo immedesimarsi nell'umano. Ed è proprio da questo atteggiamento di estrema modernità che deriva l'universalità dell'Inferno dantesco.

Book purchase

La divina commedia, Dante Alighieri

Language
Released
2005
product-detail.submit-box.info.binding
(Paperback)
No longer available.
or
View available edition

Payment methods

4.0
Very Good
159642 Ratings

We’re missing your review here.

Subtitle
inferno
Language
Italian
Publisher
Mondadori
Released
2005
Format
Paperback
Pages
1179
ISBN10
8804546549
ISBN13
9788804546542
Series
First published
1321
Original title
La Divina Commedia
Rating
4 out of 5
Description
Iniziato con ogni probabilità nel 1306-07, l'Inferno è la prima delle tre cantiche che compongono la Commedia dantesca. In questi trentaquattro canti il poeta racconta l'inizio del suo viaggio ultraterreno, a partire dallo smarrimento nella "selva oscura", dove incontra il poeta latino Virgilio che sarà sua guida, giù giù per i diversi gironi, fino all'orrenda visione di Lucifero e quindi alla faticosa risalita "a riveder le stelle". Un itinerario nell'animo umano lungo il quale Dante incontra decine di indimenticabili personaggi alla cui tristi vicende egli sa guardare con fermo giudizio ma anche con una suprema pietas che è forse il maggior segno del suo profondo immedesimarsi nell'umano. Ed è proprio da questo atteggiamento di estrema modernità che deriva l'universalità dell'Inferno dantesco.