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Intima convinzione. Come sono diventato europeo

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«Ho scritto queste pagine in modo quasi febbrile, come chi grida "al fuoco" vedendo l'incendio all' la rinascita dei nazionalismi, la disaffezione verso l'Unione, il crescente rifiuto dell'idea stessa di unità delle nostre nazioni. Tuttavia, non avrei mai immaginato che si sarebbe propagato così in fretta. Quello che il dopoguerra pensava di aver seppellito per sempre - frontiere, identità etniche e religiose, paura dell'altro e ripiegamento su sé - torna e sta prendendo il sopravvento. Di elezione in elezione, sono sempre più numerosi coloro che si rifiutano di accettare che, da solo, nessuno dei nostri paesi è in grado di raccogliere le sfide di un mondo nuovo e che, volgendo le spalle all'unità, corriamo incontro al declino. Se vogliamo scegliere il nostro destino, se vorremo davvero "un'altra Europa", le nostre libertà ci offrono ogni mezzo utile a questo scopo. L'Europa non esiste come stato di natura, ma deve esistere come frutto della nostra volontà. Né utopia né ideale romantico, ma convinzione realistica che deve farci pensare, per esempio, a una politica industriale europea, una Difesa europea. Le radici di questa convinzione affondano in una rigorosa analisi dei fatti e, nel contempo, nel mio essere stato testimone diretto di rotture e ricomposizioni storiche. Niente è impossibile, se solo lo vogliamo.»

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Intima convinzione. Come sono diventato europeo, Bernard Guetta

Language
Released
2017
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(Paperback)
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Title
Intima convinzione. Come sono diventato europeo
Language
Italian
Released
2017
Format
Paperback
ISBN10
8867831488
ISBN13
9788867831487
Series
Description
«Ho scritto queste pagine in modo quasi febbrile, come chi grida "al fuoco" vedendo l'incendio all' la rinascita dei nazionalismi, la disaffezione verso l'Unione, il crescente rifiuto dell'idea stessa di unità delle nostre nazioni. Tuttavia, non avrei mai immaginato che si sarebbe propagato così in fretta. Quello che il dopoguerra pensava di aver seppellito per sempre - frontiere, identità etniche e religiose, paura dell'altro e ripiegamento su sé - torna e sta prendendo il sopravvento. Di elezione in elezione, sono sempre più numerosi coloro che si rifiutano di accettare che, da solo, nessuno dei nostri paesi è in grado di raccogliere le sfide di un mondo nuovo e che, volgendo le spalle all'unità, corriamo incontro al declino. Se vogliamo scegliere il nostro destino, se vorremo davvero "un'altra Europa", le nostre libertà ci offrono ogni mezzo utile a questo scopo. L'Europa non esiste come stato di natura, ma deve esistere come frutto della nostra volontà. Né utopia né ideale romantico, ma convinzione realistica che deve farci pensare, per esempio, a una politica industriale europea, una Difesa europea. Le radici di questa convinzione affondano in una rigorosa analisi dei fatti e, nel contempo, nel mio essere stato testimone diretto di rotture e ricomposizioni storiche. Niente è impossibile, se solo lo vogliamo.»