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Gargantua e Pantagruele

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  • 880 pages
  • 31 hours of reading

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Forse solo oggi si può apprezzare appieno la modernità di Gargantua e Pantagruele nella sua struttura di opera aperta ed enciclopedica. A caratterizzare questo capolavoro della letteratura rinascimentale sono la sorprendente molteplicità di episodi, digressioni, discussioni filosofiche, filologiche, scientifiche e pedagogiche, la ricchezza dell'invenzione linguistica e gli estri di una satira senza risparmio, che appunta i suoi strali su ogni dogmatismo. Rabelais (1494-1553) non intende darci con la sua opera una filosofia coerente, quanto piuttosto una visione violenta e irripetibile della vita. Come scrive Mario Bonfantini, curatore di questa edizione, «la gravità della sua satira, anche la più buffonesca e fantasiosa, spazia, non diversamente ma tanto più genialmente di quella dell'amico Erasmo, su tutti i campi dell'umana follia». Forse per questo Balzac definì Rabelais «il piú grande spirito dell'età moderna», mentre Chauteabriand lo considerò «il creatore delle lettere francesi».

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Gargantua e Pantagruele, François Rabelais, Mario Bonfantini

Language
Released
2005
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(Paperback)
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3.7
Very Good
13637 Ratings

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Language
Italian
Publisher
Einaudi
Released
2005
Format
Paperback
Pages
880
ISBN10
8806177486
ISBN13
9788806177485
Series
Original title
Pantagrueline prognostication
Rating
3.65 out of 5
Description
Forse solo oggi si può apprezzare appieno la modernità di Gargantua e Pantagruele nella sua struttura di opera aperta ed enciclopedica. A caratterizzare questo capolavoro della letteratura rinascimentale sono la sorprendente molteplicità di episodi, digressioni, discussioni filosofiche, filologiche, scientifiche e pedagogiche, la ricchezza dell'invenzione linguistica e gli estri di una satira senza risparmio, che appunta i suoi strali su ogni dogmatismo. Rabelais (1494-1553) non intende darci con la sua opera una filosofia coerente, quanto piuttosto una visione violenta e irripetibile della vita. Come scrive Mario Bonfantini, curatore di questa edizione, «la gravità della sua satira, anche la più buffonesca e fantasiosa, spazia, non diversamente ma tanto più genialmente di quella dell'amico Erasmo, su tutti i campi dell'umana follia». Forse per questo Balzac definì Rabelais «il piú grande spirito dell'età moderna», mentre Chauteabriand lo considerò «il creatore delle lettere francesi».