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L'impronta di Zeus

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Delfi, Troia, il labirinto del Minotauro, gli Argonauti, il Vello d'Oro, la leggendaria Atlantide: l'antica Grecia trabocca di storie spettacolari e fantastiche. Per non dire di esseri ibridi dotati di forza eccezionale, di macchine volanti, di navi che spuntano dalle profondità degli abissi. Davvero tutto questo è solo frutto della mente di visionari e narratori? Per la prima volta, il "padre" dell'archeologia eretica dedica un'opera alla culla della cultura europea, offrendo una prospettiva rivoluzionaria: le antiche cronache, frettolosamente archiviate come "racconti mitologici", sono in realtà sbiadita memoria di fatti avvenuti, e testimoniano come, milioni di anni fa, sia esistita una civiltà tecnologicamente avanzata. Le parole di Solone e Platone, gli illuminanti indizi, gli sconcertanti reperti che, prima d'ora, sono stati deliberatamente ignorati, ci guidano verso un'affascinante conclusione: il genere umano non è stato sempre solo.

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L'impronta di Zeus, Erich von Däniken

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Released
2001
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(Hardcover)
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3.5
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Language
Italian
Publisher
Piemme
Released
2001
Format
Hardcover
Pages
287
ISBN10
8838451702
ISBN13
9788838451706
Series
First published
1968
Original title
Erinnerungen an die Zukunft
Rating
3.5 out of 5
Description
Delfi, Troia, il labirinto del Minotauro, gli Argonauti, il Vello d'Oro, la leggendaria Atlantide: l'antica Grecia trabocca di storie spettacolari e fantastiche. Per non dire di esseri ibridi dotati di forza eccezionale, di macchine volanti, di navi che spuntano dalle profondità degli abissi. Davvero tutto questo è solo frutto della mente di visionari e narratori? Per la prima volta, il "padre" dell'archeologia eretica dedica un'opera alla culla della cultura europea, offrendo una prospettiva rivoluzionaria: le antiche cronache, frettolosamente archiviate come "racconti mitologici", sono in realtà sbiadita memoria di fatti avvenuti, e testimoniano come, milioni di anni fa, sia esistita una civiltà tecnologicamente avanzata. Le parole di Solone e Platone, gli illuminanti indizi, gli sconcertanti reperti che, prima d'ora, sono stati deliberatamente ignorati, ci guidano verso un'affascinante conclusione: il genere umano non è stato sempre solo.