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Questo libro ci offre uno sguardo nel laboratorio di Elena Ferrante, rivelando la passione per la scrittura che ha dato vita ai suoi romanzi. L'autrice risponde a molte domande dei lettori degli ultimi dieci anni, spiegando perché uno scrittore dovrebbe mantenere le distanze e lasciare che il testo si sviluppi autonomamente. Condivide le sue ansie quando un romanzo viene adattato per il cinema e le difficoltà nel trovare risposte concise durante le interviste. Racconta le gioie e le fatiche di chi narra una storia, spesso sentendola insufficiente. Esplora i suoi legami con la psicoanalisi, le città in cui ha vissuto, l'infanzia come fonte di ispirazione e il femminismo. Le pagine sono ricche di memorie della sua città natale, Napoli, e includono brani narrativi che non hanno trovato spazio nei romanzi. L'autrice interroga la memoria, i libri amati e la vita quotidiana, con un focus centrale sul processo di scrittura e sull'affollarsi di esperienze e letture intorno alla pagina. Il libro è in gran parte composto da materiali inviati alla sua casa editrice, come lettere e risposte a lettori e intervistatori, risultando in un vivace autoritratto di una scrittrice al lavoro.
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La frantumaglia, Elena Ferrante
- Language
- Released
- 2003
- Binding
- (Paperback)
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- Title
- La frantumaglia
- Language
- Italian
- Authors
- Elena Ferrante
- Publisher
- e/o
- Released
- 2003
- Format
- Paperback
- Pages
- 184
- ISBN10
- 8876415750
- ISBN13
- 9788876415753
- Series
- Tags
- Non-Fiction, True Stories, Biographies, Women, Autobiographies & Memoirs, Creative Nonfiction, Opinion Journalism & Essays, Italy, Southern Europe, Gifts for women, Feminism, Italian Literature, Writing, Letters, Identity, Writers
- First published
- 2003
- Original title
- La frantumaglia
- Rating
- 4.1 out of 5
- Description
- Questo libro ci offre uno sguardo nel laboratorio di Elena Ferrante, rivelando la passione per la scrittura che ha dato vita ai suoi romanzi. L'autrice risponde a molte domande dei lettori degli ultimi dieci anni, spiegando perché uno scrittore dovrebbe mantenere le distanze e lasciare che il testo si sviluppi autonomamente. Condivide le sue ansie quando un romanzo viene adattato per il cinema e le difficoltà nel trovare risposte concise durante le interviste. Racconta le gioie e le fatiche di chi narra una storia, spesso sentendola insufficiente. Esplora i suoi legami con la psicoanalisi, le città in cui ha vissuto, l'infanzia come fonte di ispirazione e il femminismo. Le pagine sono ricche di memorie della sua città natale, Napoli, e includono brani narrativi che non hanno trovato spazio nei romanzi. L'autrice interroga la memoria, i libri amati e la vita quotidiana, con un focus centrale sul processo di scrittura e sull'affollarsi di esperienze e letture intorno alla pagina. Il libro è in gran parte composto da materiali inviati alla sua casa editrice, come lettere e risposte a lettori e intervistatori, risultando in un vivace autoritratto di una scrittrice al lavoro.


